Anna Maria Pedrocchi
Il 27 febbraio 2024 ho pubblicato nel mio sito (www.annamariapedrocchi.it) una ricerca sulle reliquie dei santi provenienti dalle catacombe romane, studiate approfonditamente dalla Compagnia del Gesù di Roma. Ora desidero dedicarmi ai piccoli reliquiari, di carattere devozionale, di fattura in genere monastica, realizzati in occasione di una santificazione, databili tra Ottocento e Novecento. Come detto si tratta di reliquiari, in genere ovali, di pochi centimetri, che contengono o un piccolo osso o un pezzetto di stoffa “toccata” da un corpo santo.
Quando l’arte sacra diventa popolare: i reliquiari della Chiesa del Gesù, secc. XIX-XX
- Teca reliquiario del braccio di San Quirico martire. Si tratta di una capsula rotonda in metallo dorato, coperta da vetro. Probabile manifattura romana del XIX secolo. Oggetto di esclusivo valore devozionale che contiene un frammento del braccio di San Quirico, martirizzato ancora fanciullo in Turchia, sotto l’imperatore Diocleziano. I suoi resti vennero portati in occidente dal vescovo di Auxierre e deposte nell’abazia di san Vittore. Il suo culto si diffuse nel Medio Evo.

- Croce reliquiario in carta stagnola, vetri colorati e cornice lignea. Contiene numerosi frammenti; siamo di fronte ad un’opera di fattura monastica dove l’economica stagnola sostituisce la filigrana. Per lo stile e il materiale usato può datarsi al XIX secolo.

- Reliquiario del velo della in metallo dorato e dipinto a tempera. l piccolo Madonna Addolorata. Il piccolo e semplice reliquiario ovale con cornice liscia in metallo dorato con al centro l’immagine della Madonna. Tutto intorno sono disposti frammenti di reliquie di diversi santi. Si tratta di un opera di interesse devozionale, probabilmente realizzata da maestranze romana nella prima metà dell’Ottocento.

- Reliquiario di santa Teresa d’Avila, manifattura romana del XIX secolo. Il medaglione ha una cornice nera e oro con incisioni e stagnola che racchiude l’effige in porcellana della santa spagnola. L’autentica risale al 1892 ad opera del vescovo Giovanni Giuseppe Ludovico Robert.

- Teca reliquiario del braccio di sant’Alfonso Rodriguez. L’osso è chiuso entro una scatola ovale in metallo dorato. Si tratta di un’opera di esclusivo valore devozionale, risalente al momento in cui fu canonizzato da papa Leone XIII, nel 1888. La reliquia è già citata nell’inventario del 1848 e ancora prima in quello del 1825, con l’autentica.

- Gruppo di quattro piccole teche in argento e metallo dorato di manifattura italiana. Si tratta di oggetti di esclusivo valore devozionale. Il primo è della beata Filippa Duchesne (1769-1852) fondatrice della Società del sacro Cuore. Nel 1818 andò missionaria in Louisiana dove morì; il secondo è dei Ss. Luigi Gonzaga, Stanislao Koska, Jovanni Berchem. Il terzo contiene le reliquie di san Francesco Saverio; il quarto appartiene ai beati martiri ungheresi, canonizzati ne 1995.

- Urna reliquiario delle ossa dei SS. Francesco di Geronimo Regis e Francesco Borgia. Si tratta di una semplice scatola in legno dipinto e dorato. Opera di esclusivo valore devozionale contenente i resti di due importanti santi della Compagnia di Gesù. san Francesco Regis, di origine francese , fu beatificato nel 1716 da Clemente XI e canonizzato nel 1737 da Clemente XII. Data l’importanza dei resti si può ipotizzare che in origine fossero contenuti in reliquiari d’argento. Uno fu rubato a fine Settecento, durante la dominazione napoleonica. Si hanno due autentiche una del 1821 ed una seconda del 1864 quando probabilmente furono collocate nell’attuale urna.

- Teca reliquiario del braccio di san Giovanni Francesco Regis (1597-1640); teca eseguita in metallo dorato a volute e girali. Al centro l’emblema IHS. Sebbene riveli ancora stilemi di gusto neoclassico, può datarsi alla seconda metà dell’Ottocento, ad opera di maestranze forse francesi, su commissione della Compagnia di Gesù. Nell’inventario di sacrestia del 1848 è così citata: un osso intero di un braccio di S. Giovanni Francesco Regis in teca d’argento e cristalli. E’ evidente che l’ originario reliquiario fu trafugato nella seconda metà dell’Ottocento e sostituito con l’attuale, commissionato da Padri Gesuiti. Il pittore Giacomo Zoboli realizzò il quadro della morte del santo.

- Teca reliquiario del braccio di San Ludovico confessore, re di Francia (1214-1270). Il semplice contenuto, una scatola rettangolare, presenta metallo e argento inciso e dorato molto semplicemente. Oggetto di esclusivo valore devozionale, probabilmente proveniente dalla Francia. L’autentica risale al 1823 e riporta ” in theca argentea fulcro similiter argento innixa, figurae oblungae ab anteriori parte crystallo munita”.

- Reliquiario contenente un dente di Massimiliano di Tebessa. Si tratta di una piccola teca ovale circondata da rami di foglie e fiori, in sottile lamina d’argento. Massimiliano martire, vissuto nel III secolo, fu ucciso a 21 anni per aver rifiutato di fare il servizio militare nell’esercito romano. Di lui si hanno scarse notizie. Fu sepolto a Cartagine.

- Urna reliquiario della beata Angelina di Marsciano (Orvieto) in legno poggiante su zampe leonine: al centro in alto il simbolo francescano. Bell’esempio di Urna databile all’inizio dell’Ottocento. Contiene il frammento di un osso della santa (1357-1435). E’ sepolta nella chiesa di S. Anna a Foligno. A lei si deve la fondazione dell’Ordine delle Terziarie Francescane. Il suo culto fu confermato nel 1825.

- Reliquiario a pendente della beata Maddalena Sofia Barat (1779-1865) Si tratta di una delicata opera in filigrana in argento dorato forse di manifattura francese. Fondò la Società del Sacro Cuore per l’educazione delle fanciulle. Fu canonizzata nel 1925. In base alle date citate l’opera si deve datare post. 1865.
