Anna Maria Pedrocchi
Desidero qui elencare le suppellettili sacre, per la maggior parte perdute, della sacrestia della chiesa di S. Agostino in Roma, tratte da documenti d’archivio inediti, dove vengono riportati i soggetti, i donatori e l’anno di esecuzione.
Purtroppo, questo lungo elenco di preziosi oggetti, rivela che la maggior parte è andata perduta per le disposizioni del Trattato di Tolentino del 1796, risalenti alla dominazione napoleonica.
Gli inventari di sacrestia hanno inizio nel 1446, anno in cui è elencata la testa-reliquiario di Santa Monica in argento, pietre false e perle. È ancora citata nell’inventario del 1479. Dall’inventario del 1527, anno del Sacco di Roma, risulta che la testa-reliquiario si era miracolosamente salvata. Nell’inventario del 1446 è elencato un altro prezioso arredo, il calice d’argento che il cardinale Maffeo Vegio lasciò in dono alla cappella. Entrambe queste opere sono andate perdute.
Il più antico degli oggetti citati ancora nell’inventario del 1689 è “Un campanello d’argento indorato con l’arme di Papa Giulio secondo (1503-1513). Un riscontro può essere fatto con il campanello dipinto da Raffaello nel dipinto raffigurante Papa Leone X con Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi del 1518 (Firenze, Uffizi). Di questo, che doveva essere un’opera molto preziosa, non abbiamo alcuna altra notizia. La vicinanza con il papato di Leone X molto devoto a Santa Monica, alla quale lasciava ogni anno 10 ducati in oro, permette di avanzare l’ipotesi che il campanello fu realizzato da un argentiere romano intorno al 1513. È tuttavia possibile ipotizzare che il campanello fu lasciato in dono dal cardinale Juan de Vera (1453-1507) oppure dal cardinale Pietro Grifi (1516), entrambi sepolti nella cappella
L’inventario del 1665 ricorda due busti di San Tommaso da Villanova e di Sant’Agostino entrambi in argento dorato eseguiti nel 1663 e nel 1665 e donati dal Padre Fratello Pietro Stella Confessore. Di questo personaggio non abbiamo notizie ma risulta che donò alla sacrestia numerosi oggetti, tutti perduti.
L’inventario del 1689 riporta una corposa serie di calici in argento tutti frutto dei doni di due grandi mecenati e cardinali titolari della chiesa che ricoprirono questo incarico prestigioso nel corso del Seicento. Il primo mecenate fu anche il Padre Generale dell’Ordine e primo cardinale titolare della chiesa, eletto da Sisto V. Si tratta di Gregorio Petrochini da Montelparo (1546-1612); qualche anno dopo la sua morte come vedremo, gli subentra il Padre Generale dell’Ordine Santi Ghetti (1560-1635)
Tornando al cardinale Petrochini, tutte le opere da lui donate nonché la decorazione ad affresco della cappella di Santa Monica, realizzata da G.B. Ricci da Novara (1587-1589), si datano tra il 1590 e il 1612. Il 1590 fu l’anno in cui venne inaugurata la cappella. Il cardinale Montelparo per questa ricorrenza donò “una Croce d’argento grande dentro il piede un tabernacoletto con il legno della Croce”. Si tratta di una croce astile rivestita con lapislazzuli e diaspri, montata in argento con lo stemma del donatore sul retro. La croce è opera del grande argentiere romano Fabrizio Cristiani (1566-1623). E’ noto che l’argentiere si avvalse dei modelli che il famosissimo argentiere Antonio da Faenza aveva usato per la Croce Farnese eseguita nel 1582 per la basilica di san Pietro. Fortunatamente si conserva tuttora in sacrestia. Fu rinvenuta da chi scrive in un piccolo ambiente adiacente alla sacrestia. E’ noto che dal 1590 al 1612 Fabrizio Cristiani fu l’argentiere di fiducia del convento; a lui si devono diverse altre opere, quasi tutte perdute. Il convento possedeva altre due croci astili: “Una croce tutta d’argento per portarsi alle processioni fatta dal Padre Maestro Gasparo Romano nel 1626”. E ancora:” Una croce e crocifisso d’argento con la palla e testa di rame indorato per le processioni, fatta da Frà Francesco Moretti”. (tutte perdute)
Per lo stesso prelato l’argentiere eseguì anche una lampada, sempre per la cappella di Santa Monica,” quale secondo si è fatto vedere è di valore, con la sua manifattura, scudi sessanta”. (opera purtroppo perduta) E’ di sua mano anche la preziosa cornice della Madonna dell’altare maggiore in argento e paste vitree, realizzata nel 1610, sempre su commissione del cardinale Montelparo. Un documento d’archivio riporta il prezzo che fu pagato di 96 scudi.
All’argentiere Leonardo di Mezzo (o da Gallese),attivo negli anni 1604-1625,venne ordinata una statua di Sant’Agostino da parte del cardinale Fabrizio Veralli, titolare della chiesa dal 1608 al 1624. Di lui si conserva tuttora l’elegante cenotafio in marmi preziosi sulla parete della navata destra. Il costo totale della statua fu di 344,21 scudi, pagati in parte dal convento, mentre l’argento fu fornito dal cardinale. L’inventario riporta:” Una statua del nostro Padre Agostino intiero con sua mitria in testa e pastorale in mano tutto d’argento, in petto la reliquia di Sant’Agostino con l’arme del cardinale Veralli. Il pregevole oggetto si conserva tuttora a sant’Agostino. Ancora risulta dagli inventari che l’argentiere realizzò nel 1624 una lampada d’argento per l’adiacente seconda cappella di cui aveva cura la famiglia Veralli .
Il secondo grande momento nella storia seicentesca della chiesa di Sant’Agostino è legato al Padre Generale dell’Ordine Girolamo de’ Ghetti (1625-1635). A lui si deve la decisione di costruire un nuovo altare maggiore commissionato a Giovan Lorenzo Bernini (1626-1628). Allo scultore Carlo Spagna nel 1646 veniva ordinata la Memoria funebre del prelato uguale a quella già citata del cardinale Montelparo, sulla parete destra della cappella di San Nicola da Tolentino.
Tra le diverse maestranze che realizzarono il prezioso ciborio troviamo l’argentiere Benedetto Cacciatore (1618-1644). L’artista eseguì numerosi oggetti per uso liturgico in argento. Nel 1626 il Ghetti gli commissionava numerose suppellettili di arredo liturgico. In un documento dell’archivio si legge:” per una custodia nova grande de argento per tenervi dentro il SS. Sacramento” Nel 1635 il Cacciatore veniva pagato per una corona d’oro per un Crocifisso d’avorio donato dal Ghetti alla cappella di Santa Monica. L’opera è citata nell’inventario del 1689:” Un Crocifisso d’avorio sopra Monte di Pietra mischia con la croce di ebano e le testate d’argento” (perduta)
Si ricorda che il Ghetti “fece gran bene alla sacrestia, alla chiesa di sant’Agostino ed a quella antica di San Trifone. Infine gli inventari seicenteschi elencano numerose suppellettili liturgiche in argento e preziosi paramenti per lo più ad ornamento dell’altare maggiore.
APPENDICE DOCUMENTARIA
ASR-ASA BUSTA 39 inventari delle robbe della chiesa e del convento del 1665 e 1689
INV.1665
Fol.237v
- Un busto d’argento di S. Tommaso da Villanova colla sua mitria d’argento e crocetta dorata colla reliquia di santo in petto, donato dal P. Francesco Pietro Stella Confessore, nel 1663.
- Un busto d’argento di S. Agostino donato dal Padre Francesco Pietro Stella Confessore nel 1665. Tutte due queste statue hanno li piedi ove è l’arma e nome del detto Padre che l’ha donate.
- .
- ARGENTERIA
- 1r a di primo maggio 1689
- Calici d’argento ritrovati in sacrestia di S. Agostino- Calici d’argento n. 14 con l’arme del Senato Romano.
- -Un calice d’argento assai lavorato con tre angeli al nodo di mezzo con l’arme sopra il piede del P. Rev.mo Ghetti con queste lettere F.H.D.- De Ghettis, Vicarius Generalis Apostolicus
- Un calice d’argento lavorato con la coppa tutta indorata con l’arme sopra il piede del P.re Reverendo Valvassori, già Vescovo di Pesaro
- Un calice d’argento lavorato con sue statuette al nodo con due armi sotto il piede, una di Borghese, l’altra di Orsini con queste lettere D. Gio. Batta Borghese, D. Leonora Boncompagni, D. Camilla Orsini die 20 maji 1660
- Due calici d’argento lisci senza alcun segno
- Due calici d’argento lavorati senza alcun segno
- 1v
- Un calice d’argento lavorato con questo nome sotto il piede Francesco Antonio Zappa, 1664
- Un calice d’argento alquanto indorato e lavorato con questo nome sotto il piede Magister Frat. Manfredus Senensis Beneficior memor, anno d.ni 1629
- Un calice d’argento alquanto indorato e lavorato con questo nome sotto il piede Fra’ Patrizio P.
- Un calice liscio con l’arme sotto il piede e nome del P.re Baccelliere Agostino Maselli Romano.
- Un calice liscio d’argento con l’arme sotto il piede di Sbarre et Api con le seguenti lettere F.C.D. Or. Er. S. Augustini.
- 2r
- Una croce d’argento grande dentro il piede un tabernacoletto con il Legno della SS. Croce, l’ha donata il Sig. Cardinale Montelpare.
- Una croce tutta d’argento per portarsi alle processioni, fatta dal P.re M.tro Gasparo Romano nel 1626
- Una Croce e Crocifisso d’argento con la palla e la testa di rame indorato per le processioni fatta da Frà Francesco Moretti
- Quattro reliquiari piccoli con li suoi piedi alti un palmo circa tutti d’argento
- Doi altri Reliquiari più grandi quadri con il suo piede tutto d’argento con l’arme del P.re Rev.mo Ghetti in uno dei quali è il Legno della SS. Croce e nell’altro le reliquie del B. Gio. da Facondo
- Un busto d’argento dentro del quale vi è la testa di S. Monica
- Una statua di S. Nicola da Tolentino con la reliquia in petto, con l’arme del P.re M.o Nunes Portughensem e la medema di getto come l’altra che segue
- Una Statua del nostro P.re S. Agostino intiera con sua mitria in testa e pastorale in mano tutto d’argento, in petto la reliquia di S. Agostino con l’arme del Card. Veralli.
- Due braccia d’argento con la base di rame indorato con le sue reliquie dentro, una di S. Longino, l’altra di S. Guglielmo con l’arme del P.re M.o Gasparo Romano.
- Un busto d’argento di S. Tommaso da Villanova con sua mitria, piedistallo in rame indorato con le reliquie in petto del santo, fatto dal P.re Pietro Stella
- 2v
- Un busto d’argento di S. Agostino con la sua mitria, piedistallo di rame indorato, con le reliquie nel petto del santo, fatto dal P.re Pietro Stella.
- Un Padre Eterno sopra una nube d’argento che si pone sopra la Vergine all’altare maggiore
- Un lampadario grande d’argento quale serve per le feste papali avanti l’altare maggiore
- Due angeli d’argento intieri con le ali e candelieri in mano di rame indorato, che si pongono quando apre la B. Vergine
- Un crocifisso d’avorio sopra un Monte di Pietra mischia con la croce di ebano e le testate d’argento
- Un quadretto rappresentante un Salvatore con cornice di ebano e lastra d’argento
- Due incensieri ordinari tutti d’argento con le sue Navicelle e cucchiari d’argento
- Un paliotto d’argento parte di getto e parte lavorato con l’effigie in mezzo della SS.ma Vergine e di angeli e altri lavori, quale serve per l’altare maggiore
- Tre pissidi d’argento
- Un secchiello per l’acqua santa
- Un bacile e boccale d’argento fatto dal P.re Rev.mo Gallucci
- Un baciletto d’argento in qualche parte indorato con l’arme del Rev.mo Ghetti
- Un bacile grande con suo boccale d’argento con l’arme del Rev.mo Lanfranconi
- Due baciletti piccolini per l’ampolline con l’arme del Rev.mo Valvassori
- Un campanello d’argento indorato con l’arme di Papa Giulio secondo
- Un baciletto piccolino per l’ampolline con l’arme del Rev.mo Ghetti
- Una Carta Gloria con il lavabo et in principio di cartapecora, con cornice foderata di rame indorato con i riporti d’argento, serve per l’altare maggiore
- Un busto di san Fulgentio d’argento con il piedistallo di rame indorato… fatto nel 1689
- Un busto di San Prospero d’argento con il piedistallo di rame indorato…fatto nel 1689
Fol.3v
Candelieri d’argento: Sei candelieri grandi d’argento per l’altare maggiore
Sei candelieri d’argento di getto nel piede l’effigie della B. Vergine e l’arme del P.re M.ro Portughese
Sei candelieri d’argento con la Croce per l’altare di san Nicola, nel piede il nome del P.re Gio: Maria di Bitonto et il P.re Francesco da Trani
Sei altri candelieri con la croce d’argento, quali servono per l’altare di Santa Monica
Otto candelieri piccoli d’argento di diverse sorti con una croce d’argento
Due candelieri da tavolo d’argento
Fol.4r
Tre lampade d’argento quali servono per l’altare maggiore
Cinque lampade d’argento per l’altare di san Nicola
Cinque lampade d’argento per l’altare di Santa Monica
Una lampada d’argento quale serve per l’altare di San Tommaso
Una lampada d’argento quale serve per l’altare di sant’Agostino
Una lampada d’argento quale serve per l’altare del B. Gio: da san Facondo
Una lampada d’argento quale serve per l’altare di Santa Apollonia
Una lampada d’argento quale serve per l’altare della B. Chiara
Una lampada d’argento quale serve per l’altare dell’Assunta
Una lampada d’argento quale serve per l’altare di sant’Anna
Una lampada d’argento quale serve per la Madonna di Loreto
Una lampada d’argento per l’altare della B. Rita
Una lampada d’argento quale serve per l’altare del Crocifisso
Una lampada d’argento quale serve per l’altare di san Giuseppe
Fol.4v
Vasi d’argento: Vasi d’argento si trovano sull’altare maggiore, su quello di S. Monica e di S. Nicola
Fol.23r (in sacrestia) Ventitre quadri diversi grandi e piccoli con cornici indorate attaccati nella sacrestia
Un ritratto della B. Vergine che si mette sopra la porta della chiesa negli apparati
Un altro ritratto per il medemo effetto di S. Trifone, Respicio e Ninfa
Fol.24r
Un quadro rappresentante la Pietà con statuetta et ornamento di rame indorato sopra ebano.
Foll.25-26r elenco dei paliotti di stoffa per l’altare maggiore
Un paliotto di sant’Agostinello di broccato di color di rose secche, fiorato d’argento et oro, trina frangia d’oro con l’arme in mezzo coronata et in essa un Aquila scaccata con due teste coronate
Fol.29 Inventario delle robbe della sacrestia del 1769
Fol.31v Calici tre dorati donati dal P.re Rev.mo Generale uno dei medesimi attorniato con pietre preziose
Un ostensorio d’argento con cerchio di diamanti
Due torcieri grandi per l’altare maggiore d’argento
Un paliotto e quattro paliottini d’argento per l’altare maggiore
Elenco dei cardinali titolari che lasciarono un calice d’argento alla sacrestia
Gregorio Petrochini da Montelparo, 1590-1612
Girolamo de’ Ghetti, 1625-1635
Berlingiero Gessi, 1627-1639
Ottaviano Raggi, 1642-1643
Niccolò Albergati Ludovisi, 1645-1646
Fabrizio Savelli, 1647- 1659
Antonio Bicchi, 1659-1667
Federico Borromeo, 1671- 1672
Vacante 1681- 1687
Carlo Stefano de’ Ciceri, 1687-1694
Enrico Noris, 1695-1704
BIBLIOGRAFIA
Per tutte le notizie relative all’altare maggiore si rimanda a A.M. Pedrocchi, Giovan Lorenzo Bernini e Santi Ghetti: L’altare maggiore in Sant’Agostino a Roma, nuovi documenti e precisazioni, in Bollettino d’Arte 2005, n. 133-134, pp.115-125
Per tutte le notizie relativa alla Cappella di Santa Monica si rimanda a A.M. Pedrocchi, La cappella di Santa Monica in Sant’Agostino a Roma: da Maffeo Vegio al Cardinale Montelparo, in Bollettino d’Arte 2011, serie VII, pp. 107-122
Per tutte le notizie sugli argenti tuttora esistenti si rimanda a
A.M. Pedrocchi, Argenti sacri nelle chiese di Roma dal XV al XIX secolo, Roma 2010