La nuova cappella Fogaccia nella chiesa parrocchiale

 Il criterio del come era  disposta questa cappella nella basilica  di Clusone:” Vi si è poi accanto alla cappella fabbricato la stanza dove si riponevano i paramenti. Nel vano che è fra le due nicchie V.S. consideri se starà meglio dei quadri di pittura oppure  una lapide nera con l’iscrizione dei SS. Martiri ( il nome delle reliquie che  quivi si andavano raccogliendo) e nell’altra il funerale de’ morti della casa come questo era mio disegno, perchè quando si volesse li quadri, e le pietre dell’iscrizione si nelle due pilastre all’entrata nella cappella, sopra la ferrata”. Carlo Bonicelli dava in sposa l’unica figlia nel 1627 ad Evangelista Fanzago, padre di Vittorio Maria, fondatore del palazzo. Alla sua morte il Bonicelli lasciava un vistoso patrimonio. E’ nella casa del cognato Bonicelli che Evangelista Fogaccia, venuto a morte, disponeva per testamento l’erezione della Cappellania di juspatronato della famiglia, presso l’altare di san Francesco, che ora vediamo. Nell chiesa, sormontato dallo stemma gentilizio e che prima, in più modeste forme era in una apposita cappella, pure di proprietà Fogaccia, detta della Beata Vergine di Reggio e di San Francesco e anche della Madonna del sasso, come rilevasi dai documenti del tempo. L’accesso a questa cappella non doveva essere molto comodo, perchè da una lettera del 1670 del Bonicelli a Vittorio Maria Fogaccia leggiamo:” Bisognerebbe fare la strada dietro la chiesa e ciò sarebbe opera buona cui concorrerebbero anche la Comunità et il popolo ad aiutare facendo delle giornate col somministrarli un poco di pane e vino solamente. Il Bonicelli stesso in altra successiva lettera fornisce un criterio del come era disposta questa cappella :”Vi  è poi accanto alla cappella fabbricato la stanza dove si riponevano i paramenti: ” Un vano che è fra le due nicchie V.S. consideri se starà meglio dei quadri di  pittura oppure una lapide nera con l’iscrizione de’  SS. Martiri ( il nome delle reliquie che quivi si andavano raccogliendo) e nell’altra il funerale dei morti della casa come questo era mio disegno, perchè quando si volesse li quadri, era mio disegno, perchè, le pietre dell’iscrizione si potranno poi mettere nelle due pilastrate all’entrata della cappella, sopra la ferrata”.Alcuni decenni dopo la famiglia Fogaccia decide per il quadro. L’incarico è affidato a al veronese Giovan Battista Cignaroli (1706-1770). Il pittore, intorno al 1741, vi rappresenta la Vergine e Sant’Antonio di Padova ( 330 x 164). Siamo di fronte ad un dipinto modesto dalle tinte spente, tra i meno noti della produzione dell’artista. Di questa tela è nota  l’incisione del veronese Renzo Pesenti  Non è escluso che il pittore realizzò anche il bozzetto ad olio su tela (84×44,5) rintracciato sul mercato antiquario ( Farsetti arte).