anna maria pedrocchi
Negli anni 1976-1979 ebbi la direzione della tutela delle opere d’arte della diocesi di Bergamo, compresa la chiesa di Sant’Anna. Allora la facciata di Sant’Anna era coperta da una decorazione architettonica in stile gotico con archi e colonne. La parte inferiore era molto rovinata ma non ebbi il coraggio di rimuoverla. Gli affreschi quattrocenteschi scomparvero ancora prima che Carlo Rota da Bergamo nel 1856 vi dipingesse l’attuale architettura di un tempo ornata e sostenuta da archi e colonne. Così non si ha, non solo traccia, ma nemmeno memoria delle iscrizioni in caratteri gotici riflettenti disposizioni testamentarie a favore della chiesa dipinte sulla parete esterna, come era l’uso del tempo e come ne abbiamo un saggio in quelle sotto il portico della nostra disciplina. Il dott. Pietro Gabrielli, amante dell’antico prima che le iscrizioni della chiesa di sant’Anna si rendessero illeggibili, le trascriveva con altre memorie sopra un libro. I padri dei nostri padri ricordavano aver veduto dipinto sulla facciata di questa chiesa un colossale S. Cristoforo col bambino sulle spalle, con un nodoso bastone. Il santo è tanto colossale da occupare tutta la parete. Si credeva che S. Cristoforo fosse un gigante alto come Golia, forte come un Sansone. A quei tempi, alle corti dei re, servivano i giganti come servivano i nani e il San Cristoforo di allora lo chiamavano Ofero, superbo delle proprie forze e non voleva servire che il re più potente della terra Fu riaperta nel 1652. Nel 1810, in epoca napoleonica, era stato soppresso il convento e la chiesa nuovamente riaperta al culto nel 1814. Nel 1856 l’edificio presentava, nella facciata un grave degrado e furono così realizzati altri affreschi ad opera di Carlo Rota. A fine ‘900 sant’Anna fu oggetto di un importante restauro conservativo: nel 1991 la facciata riprese il suo antico aspetto. Furono rimosse le pitture del Rota e restaurati gli affreschi cinquecenteschi. La facciata, dopo il restauro conservativo si presenta oggi con un portale in pietra. L’affresco sopra la porta con la lunetta a sesto acuto è datato 1502. Il dipinto fu eseguito su commissione di Alojsio Bembo, podestà della Valle Seriana superiore. Tornando alla parete destra si trova il San Cristoforo mentre frammenti di altri affreschi, poco leggibili, coprono la parete sinistra.. La facciata odierna è stata fortemente ribassata. Nel 1432 il convento e il chiostro appartenevano alle Terziarie Francescane. Si era avuto l’ampliamento di una piccola chiesa preesistente aperta al culto nel 1414. L’edificio attuale fu edificato nel 1487. Verso la fine del Seicento il conte Vittorio Maria Fogaccia acquistò il complesso e lo vendette alle francescane della chiesa del Paradiso. La chiesa fu chiusa più volte durante la sua storia. Nel 1630, a causa della peste, la chiesa fu adibita a Lazzaretto e riaperta soltanto nel 1652.
Si veda Mino Scandella, La chiesa di sant’Anna e il suo convento, Bergamo 2013